Non iniziare con la partita intera
L'errore più grande è mostrare tutti i 16 pezzi e tutte le regole insieme. Un bambino di 6 anni si sentirà sommerso.
Si inizia con mini-partite: un solo pezzo per tipo. Il primo giorno, solo i pedoni. Giochi di pura gara: 8 pedoni per uno, chi arriva prima in fondo vince. Si muovono solo di una casella in avanti, si mangiano in diagonale. Ecco, il bambino ha imparato una regola intera in 10 minuti.
Aggiungere i pezzi uno alla volta
Secondo giorno: pedoni + torri. Le torri si muovono dritte, mangiano in linea retta. Mini-partite in cui vinci se catturi la torre avversaria.
Terzo giorno: aggiungi l'alfiere (sempre in diagonale). Quarto: il cavallo (a L — è il più difficile, divertiti a saltare gli altri pezzi). Quinto: la regina (come torre + alfiere). Sesto: il re, e si introduce il concetto di scacco matto.
Mini-sfide propedeutiche
"Porta il tuo pedone all'altra estremità prima dell'avversario". "Mangia più pezzi possibile in 10 mosse". "Proteggi la tua regina". "Scacco matto in due mosse" (puzzle stampati, ce ne sono migliaia online gratuiti).
Il bambino vince piccole sfide ogni pochi minuti, invece di perdere una partita lunga ogni 40 minuti. La differenza di motivazione è enorme.
Non far vincere sempre. Non far perdere sempre.
Se vinci tu sempre, si demoralizza. Se ti fai battere sempre, capisce il trucco e perde interesse. L'equilibrio è: vincere 2-3 volte su 10 all'inizio, salire al 50% dopo mesi, arrivare a battere regolarmente un adulto "vero" dopo 1-2 anni di gioco.
A 6 anni, un bambino che gioca a scacchi due volte a settimana per un anno sviluppa capacità di concentrazione e di pianificazione che nessuna attività scolastica può eguagliare.
Circoli scacchistici
Quasi ogni città italiana ha un circolo scacchistico, spesso con corsi per bambini a prezzi simbolici. Dopo sei mesi di gioco in casa, vale la pena cercarne uno: giocare con altri bambini accelera l'apprendimento dieci volte.