Costruire il teatro
Stendi il lenzuolo tra due sedie distanti circa 1,5 metri. Il lato "pubblico" davanti, il lato "attori" dietro. Tra gli attori e il lenzuolo, a 1-2 metri, piazza la lampada o la torcia puntata verso il telo.
Quando accendi la luce, qualsiasi oggetto messo tra la lampada e il lenzuolo proietta un'ombra nitida. Più sei vicino al lenzuolo, più l'ombra è piccola e definita. Più sei lontano (verso la lampada), più l'ombra diventa grande.
Le sagome
Su cartoncino nero, il bambino disegna e ritaglia personaggi della storia: principessa, drago, cavaliere, albero, luna, barca. Forme semplici e profili laterali funzionano meglio (un cavallo di profilo è riconoscibile; di fronte, no).
A ogni sagoma attacca con lo scotch uno stuzzicadenti lungo come manico. Così la sagoma si muove senza che la mano appaia nell'ombra.
Lo spettacolo
Decidete una storia. Può essere una fiaba classica (Cappuccetto Rosso, il Lupo e i Sette Capretti) o una inventata. A 6-7 anni le fiabe conosciute sono più facili: c'è già una struttura da seguire.
Un bambino fa la voce, un altro muove le sagome. Oppure la stessa persona fa tutto, cambiando voce per ogni personaggio. Gli adulti possono essere il pubblico — che si siede sul divano e applaude con entusiasmo.
Effetti speciali
Una mano aperta dietro il lenzuolo = un albero. Due pugni sovrapposti = una montagna. Fingere di volare con le dita incrociate = un uccello. Il repertorio delle "ombre cinesi" con le sole mani è infinito — cerca video: si impara in cinque minuti e stupisce per ore.
Spegnendo e riaccendendo la torcia crei effetti di fulmine. Muovendola orizzontalmente fai "viaggiare" i personaggi. Colorando il lenzuolo con un foglio colorato davanti alla lampada, cambi "l'ora del giorno".
Perché il teatro delle ombre è speciale
Non richiede belli disegni (le sagome sono nere). Non richiede memoria (la storia si improvvisa). Non richiede palcoscenico (è il lenzuolo).
Richiede però: coordinazione (voce + movimento), drammaturgia (inizio-svolgimento-fine), cooperazione (se siete in più), teatro (proiettare la voce). Per un pomeriggio di compleanno con quattro bambini, è il gioco più magico che esista.