Dadi di carta per inventare storie (story cubes fai da te)

Gli Story Cubes costano quindici euro al set. Costruirli costa un foglio di carta, e in più il bambino sceglie quali disegni mettere.

Età5 – 10 anni
Tempo30 min costruzione
DifficoltàMedia
DoveIn casa

🧺 Cosa serve (tutto da casa)

  • Cartoncino bianco
  • Righello, matita, forbici, colla
  • Pennarelli colorati
  • Uno schema di cubo stampato o disegnato (rete di sei quadrati)

Costruire i dadi

Disegna su cartoncino la rete di un cubo: sei quadrati di 4 cm di lato, disposti a croce. Su ogni faccia il bambino disegna un'immagine semplice: un albero, un cuore, una casa, un sole, una stella, una faccina.

Poi piega lungo le linee, incolla con cura. Hai un dado. Fanne sei — sono 36 immagini diverse.

Tema suggerito per i sei dadi: dado personaggi (principessa, strega, drago, bambino, vecchio, cagnolino), dado luoghi (bosco, castello, mare, città, grotta, cielo), dado oggetti (chiave, spada, libro, cappello, torta, fiore), dado azioni (correre, nascondersi, piangere, ridere, cadere, volare), dado emozioni (felice, arrabbiato, triste, sorpreso, spaventato, curioso), dado meteo/tempo (sole, pioggia, neve, vento, notte, mattino).

Come si gioca

Versione base: lanci tre dadi, devi inventare una storia che contenga le tre immagini. Versione più complessa: sei dadi, una storia in tre atti.

Primo atto (due dadi): c'era una volta... Secondo atto (due dadi): ma un giorno... Terzo atto (due dadi): alla fine...

Perché è uno strumento educativo potente

A 5 anni il bambino comincia a capire che le storie hanno una struttura: inizio, svolgimento, fine. I dadi lo costringono a costruire questa struttura, invece che improvvisare a ruota libera come a 3 anni.

Inoltre allena: vocabolario (deve nominare tutto), causalità ("perché" è successo questo?), memoria di lavoro (tenere in mente tre-sei elementi), creatività (collegare elementi distanti).

Variante bellissima

Un dado per volta. Lanci il primo: c'era una principessa. Stop. Tocca a tuo figlio lanciare il secondo e continuare. Stop. Tocca a te. Così via. La storia cresce a quattro mani, nessuno sa dove finirà. Sessanta minuti filano senza accorgersene.

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