Regola 1: la regola dei terzi
Nella fotocamera dello smartphone attiva la griglia (impostazioni → fotocamera → griglia). Vedrai due linee verticali e due orizzontali che dividono lo schermo in nove rettangoli.
I punti "forti" sono i quattro incroci di queste linee. Il soggetto principale non va mai al centro: va su uno di questi incroci.
Esercizio: 10 foto di oggetti diversi, con il soggetto principale in ciascuno dei 4 incroci. Guardate le foto insieme, parlate di quale vi piace di più.
Regola 2: la luce è tutto
La foto perfetta non è quella con il soggetto giusto, è quella con la luce giusta. I fotografi professionisti passano ore ad aspettare la luce buona.
Lezioni rapide:
• Luce di mezzogiorno (sole alto): dura, ombre nette, di solito brutta. Evitarla.
• Luce del mattino (alba + 1 ora) e sera (tramonto - 1 ora): dorata, morbida, magica. Si chiama "golden hour". Sempre bella.
• Luce di giornata nuvolosa: uniforme, soffice, perfetta per i ritratti.
• Controluce: il sole dietro al soggetto. Drammatica, difficile, bellissima quando riesce.
Esercizio: la stessa scena (un albero, una panchina) fotografata alle 12, alle 19 e al mattino. Mostra al bambino come cambia.
Regola 3: avvicinati
Il più grande errore del fotografo principiante (anche adulto): stare troppo lontano dal soggetto. La foto perde impatto.
Regola pratica: se pensi di essere vicino, avvicinati di 3 passi. Poi di altri 3. Adesso la foto è interessante.
Questo vale soprattutto per le foto di oggetti, dettagli, persone. Un ritratto di papà visto da 5 metri è triste. Un ritratto di papà da 1 metro, che riempie lo schermo, è potente.
Regola 4: racconta una storia
Una foto non è un inventario: è una storia. Una buona foto si può "leggere".
Esercizio: fa una serie di 5 foto che raccontano una giornata. Non 50 foto a caso — 5 scelte con cura. Inizio, evento, culmine, conclusione, dettaglio finale. Il bambino impara che selezionare è importante quanto scattare.
Regola 5: editing ma con misura
Il bambino imparerà presto a "editare" le foto: filtri, luminosità, contrasto. Fatto bene, migliora le foto. Fatto troppo, le rovina.
Regola: se l'editing si nota, è troppo. L'obiettivo non è "fare foto finte", è esaltare quello che già c'era.
Pubblicare o non pubblicare: conversazione necessaria
A 9-10 anni, quando il bambino inizia a fotografare, è il momento di parlare di privacy, di ciò che si mette online e di cosa no, del fatto che una foto pubblicata esiste "per sempre". Non è un discorso sulla paura: è un discorso sulla consapevolezza.
Fotografia e privacy dovrebbero essere insegnate insieme, come due facce della stessa medaglia.